Come ormai da tradizione, la stagione di Formula 1 si è aperta ieri con il tradizionale appuntamento in Australia, nel circuito di Albert Park a Melbourne, dando ufficialmente il via ad un campionato probabilmente già tra i più discussi, incerti e anche interessanti degli ultimi anni. Tra le incertezze delle nuove auto, dei nuovi regolamenti e delle nuove batterie, la prima gara del 2026 non ha deluso le aspettative. Sorpassi (addirittura il triplo rispetto a quelli effettuati nello stesso circuito la scorsa stagione), strategi e qualche sorpresa hanno già iniziato a delineare le possibili gerarchie del nuovo Mondiale.
A conquistare la vittoria è stato Russell, che ha portato sul gradino più alto del podio la Mercedes, seguito dal compagno di squadra Antonelli. Il nostro giovanissimo connazionale è riuscito a mettere una pezza all’errore in partenza ed è riuscito a concludere con una prestazione davvero straordinaria. A completare il podio, la Rossa di Leclerc, tornata a sembrare una delle forze di questa stagione, seguito a ruota dal compagno Hamilton. La gara down under ha inevitabilmente evidenziato alcuni temi chiave della stagione. Mercedes – capace di un’incredibile interpretazione del regolamento che sembra dargli quello spunto in più – sarà la squadra da battere, almeno fino al 1° giugno, quando i vertici della FIA tenteranno di correggere l’area grigia del regolamento attorno alla quale si è mossa la scuderia di Brackley. Subito alle spalle la Ferrari, che ha pagato un’incertezza strategica ma si è dimostrata su un passo simile a quello delle Frecce d’Argento. Il podio conquistato rappresenta, comunque, un segnale incoraggiante per la stagione. Altro tema: questa stagione sentirà tante lamentele dall’inizio alla fine: questo nuovo ciclo regolamentare, con tutte i limiti delle nuove batterie, sarà a lungo criticato e saranno sollevate tantissime polemiche, a partire dal “Sembra di giocare a Mario Kart” sentito in gara.
Tra i protagonisti più attesi c’erano anche Norris e Verstappen, i due cannibali della scorsa stagione, sempre al di fuori però dalle lotte per la vittoria, con McLaren e Red Bull che si sono dimostrate un passo indietro rispetto a Ferrari e Mercedes, costretti a inseguire per tutta la stagione. Oltre ad Antonelli, però, vogliamo menzionare anche tutta quella nuova schiera di ragazzini, giovani prodigi che stanno dimostrando di meritare la F1 e che, da quello che stanno dimostrando, promettono di rappresentare la Formula 1 di domani. Bearman, capace di portare la sua Haas in settima posizione, poi Bortoleto in nona (super prestazione) e anche Hadjar, molto sfortunato col motore ma capace di dimostrare di poter far bene. E vorremmo chiudere con il rookie Lindblad, alla sua primissima apparizione e capace di lottare con le unghie e con i denti anche con un campione del calibro di Verstappen. Largo ai giovani!
Le gerarchie sembrano chiare, le regole e le batterie un po’ meno. Ma si sa, la Formula 1 insegna che tutto può cambiare molto velocemente. Noi rimaniamo in attesa, ma dopo il semaforo verde di Melbourne, la corsa al titolo è ufficialmente iniziata.
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