Lo "Special One" e la sua seconda avventura italiana

Roma

Josè Mourinho e la Roma, 11 anni dopo

La Redazione15 Apr 2022

Una trattativa nata quasi per gioco, da una chiacchierata amichevole, ma divenuta realtà e conclusa in un batter d'occhio tra lo stupore generale. Undici anni dopo aver condotto un'altra squadra italiana alla conquista del "Triplete", l'Inter, e dopo le tappe di Madrid e le tre panchine inglesi, il tecnico portoghese torna a sedersi sulla panchina di una squadra italiana, scatenando sogni e gioie da parte di tutti i tifosi giallorossi.

Dal campo alla panchina, e che panchine

In campo dal 1979, l'ormai pluri-premiato tecnico non è famoso per le sue giocate sul terreno di gioco, ma più per i suoi comportamenti, per le sue dichiarazioni e per le sue vittorie da bordocampo. Da giocatore, ha sempre calciato il pallone in patria, destreggiandosi tra i settori giovanili e le prime squadre del Rio Ave, del Sesimbra e del Belenenses, gioca per pochi anni, solo fino all'87, quando decide di abbandonare il rettangolo di gioco e trasferirsi a bordo del campo, iniziando a dedicarsi al ruolo di allenatore. Circa dieci anni di gavetta, stando alle spalle di allenatori come Sir Bobby Robson e Louis Van Gaal, per poi ottenere la sua prima, vera, panchina, alla guida del "suo" Benfica. Due anni di transizione, ma sarà a Oporto che si farà riconoscere dal mondo intero, portando la squadra a vincere tutto il vincibile: due campionati (2003 e 2004), Coppa e Supercoppa Nazionale (entrambe nel 2003), Coppa UEFA (2003) e una Champions League (2004). Dopo nemmeno cinque anni da allenatore, la sua bacheca è già talmente piena di trofei che il suo profilo attira l'attenzione delle migliori squadre europee. Nella stagione 2004/05 viene ingaggiato dal Chelsea dove la sua striscia di vittorie prosegue, e gli permette di aggiungere in bacheca anche due Premier League, due Coppe di Lega, una Coppa d'Inghilterra e una Supercoppa Inglese. Dopo quattro anni alla corte dei Blues arriva per la prima volta in Italia, arrivando a vestire i colori nerazzurri dell'Inter di Moratti, dove arriverà a vincere tutto: due campionati, una Coppa Italia, una Supercoppa Italiana e una Champions League, e portando a casa quello che viene considerato uno dei migliori traguardi stagionali di una squadra, un Triplete (nel 2010), al termine del quale decide di lasciare l'Italia, trasferendosi prima al Real Madrid, dove si aggiudica un campionato, una Coppa del Re e una Supercoppa Spagnola. Dopo tre stagioni non all'altezza di quelle con le precedenti squadre (pur essendo stagioni vittoriose), torna a Londra lato Blues, dove riesce a vincere nuovamente un campionato e un'altra Coppa di Lega, per poi passare ai rivali del Manchester United, con i quali vince una Supercoppa Inglese, una Coppa di Lega e un'Europa League, e in seguito passare due stagioni tra le fila degli Spurs, dal 2019 al 2021, stagioni nelle quali non riesce a portare a casa alcun trofeo: dopo quasi 20 anni di vittorie, arrivano le prime stagioni senza trofei.

La seconda avventura italiana

Uno degli allenatori più vincenti della storia del calcio, uno dei più chiacchierati e più discussi. In sordina, in una trattativa lampo, dopo il fallimento con il Tottenham Hotspurs la nuova Roma targata Friedkin decide di ingaggiare lo "Special One" per sostituire il connazionale Paulo Fonseca, arrivato alla fine di un ciclo: nella mattinata del 4 maggio 2021, la società annuncia José Mário dos Santos Mourinho Félix, noto semplicemente come José Mourinho, come nuovo allenatore della Roma, scatenando tutto l'entusiasmo che la piazza giallorossa richiedeva.

Debutta ufficialmente sulla panchina giallorossa il 19 agosto 2021, guidando i capitolini nel successo esterno di UEFA Conference League sul Trabzonspor (1-2), e solo tre giorni dopo debutta anche nel massimo campionato italiano, a undici anni dalla sua ultima apparizione in Serie A, riuscendo anche a conquistare una vittoria sulla Fiorentina. La squadra gira, e grazie anche ai nuovi innesti, prosegue il cammino europeo approdando alla semifinale di Conference League, confermando la Roma come unica squadra si Serie A ancora in lizza per un trofeo continentale, e anche in campionato è in lotta per le coppe europee. Tra vittorie, sconfitte e polemiche, Mourinho è un allenatore indiscutibile, e non può non essere la figura ideale per riportare entusiasmo ai tifosi giallorossi.