Tammy Abraham, il terzo inglese della storia giallorossa

Roma

Dalla Premier alla Capitale

La Redazione15 Mar 2022

Che giocatore è Tammy Abraham? I numeri possono aiutarci, certamente, ma alcune caratteristiche e soprattutto le sensazioni che trasmette in campo sfuggono alla fredda e razionale analisi numerica. Durante una partita, lo si può trovare - con la stessa identica probabilità - a braccia aperte al centro dell'area, lamentandosi per un passaggio non ricevuto, come il più classico ed egoista degli attaccanti, mentre pochi istanti dopo lo si può vedere premiare l'inserimento di un compagno con qualche giocata troppo leziosa piuttosto che scommettere su sè stesso e le proprie doti balistiche. Insomma, Tammy Abraham è tante cose, e, spesso, tutte insieme.

L'Academy, la Championship e la Champions con il Chelsea

Kevin Oghenetega Tamaraebi Bakumo-Abraham, conosciuto più semplicemente come Tammy Abraham, nasce a Camberwell, un distretto a sud di Londra, il 2 ottobre del 1997. La sua vita calcistica comincia e si sviluppa intorno al Chelsea: nell’Academy dei Blues gioca e impressiona nella Premier League Under-21 e nella UEFA Youth League. Il suo primo incontro con la società capitolina avviene proprio durante le semifinali del torneo nel 2015, dove l'attaccante inglese addirittura segna la rete del 4-0 definitivo. In due anni di Under-21 totalizza ben 56 presenze e 35 reti, guadagnandosi l'esordio nel massimo campionato inglese già nel maggio 2016. Finito in prestito in Championship, con il Bristol City, trova spazio e fiducia che gli permettono di confermare il suo talento, e già nella stagione successiva torna in Premier con la maglia dello Swansea. Il salto di categoria, però, è un passo complicato, e l'attaccante non riesce a ripetere i numeri delle precedenti stagioni. Tornato in Premiership, stavolta con l'Aston Villa, il suo talento esplode definitivamente: in 37 partite realizza ben 25 reti, e guida la squadra fino alla promozione in Premier.
Sotto la guida di un nome per nulla banale come quello di Frank Lampard, durante la stagione 2019/20 riesce a ripagare la fiducia del suo allenatore, realizzando 18 gol in 47 presenze in maglia Blues, ma l'arrivo di Tuchel dopo l'esonero di Lampard tolgono spazio all'attaccante inglese. Vive, e vince, una Champions League a metà: la prima parte dal campo, partecipando attivamente, mentre la seconda dalla panchina. Qualcosa si rompe con la società londinese, e, come se non bastasse, l'anno successivo è più complesso per l'attaccante: l'estate 2021 vede il grande ritorno di Romelu Lukaku, che toglie definitivamente ogni spazio per il giovane giocatore, e che lo costringe ad una riflessione sul proprio futuro. La scelta di Džeko di approdare alla corte della Milano nerazzurra e la quasi istantanea chiamata di José Mourinho spalancano le porte per un nuovo capitolo della sua carriera, quello legato ai colori giallorossi.

Il nuovo capitolo in giallorosso

Nell'estate 2021, più precisamente il 17 agosto, la Roma ufficializzava l'arrivo di Tammy Abraham alla corte di José Mourinho. Fortemente richiesto, e convinto, dal tecnico portoghese, l'attaccante trova nel nostro campionato un terreno fertile per poter dimostrare il proprio talento e far ricredere la società inglese. Solo cinque giorni dopo l'ufficialità, il 22 agosto, vestirà per la prima volta la maglia da titolare: il tecnico, infatti, lo schiera subito, per 70 minuti scarsi, e l'attaccante sfrutta appieno la possibilità fornitagli, esibendo perfettamente il campionario delle sue doti. Fa espellere il portiere avversario con un'ottima scelta di tempo, riesce a fornire due assist decisivi (il primo, che apre le marcature, per il gol di Mkhitaryan; il secondo, sul risultato di 1-1, per la prima rete di Veretout) e centra una traversa clamorosa. Seppur rimasto a secco nel suo esordio, prima partita e prima standing ovation da parte del pubblico presente all'Olimpico. Non deve aspettare molto, però, per avere la prima gioia in giallorosso. La settimana successiva, nella trasferta campana contro la Salernitana, raccoglie un assist perfetto e di prima intenzione spara in rete, bloccando il timer a 140 minuti per la sua prima realizzazione con la nuova maglia.

Dal primo giorno nella Capitale diventa punto fermo della squadra, subisce la flessione della squadra nel periodo autunnale, ma continua a partecipare attivamente per i risultati in campionato e per il percorso in Conference League, dove - a fronte di tre panchine - riesce a realizzare sei reti in 297 minuti. Da metà dicembre, però, il suo fatturato nella squadra giallorossa cresce esponenzialmente: in sei mesi, in 33 partite, riesce a realizzare 18 gol e 4 assist, ma completano il tutto i 7 legni quasi equamente distribuiti tra Serie A e Conference League. La sua importanza in questa Roma è certificata non solo dai numeri, però, ma anche dalle scelte del mister. L'inglese è, infatti, il primo calciatore di movimento per partite (33) e minuti giocati (2.566'), ma anche miglior marcatore della squadra: escludendo le due coppe, i numeri raccolti in Serie A descrivono un attaccante assolutamente determinante. Come se non bastasse, risulta come quinto miglior marcatore del campionato, quinto giocatore per tiri totali tentati (68) e per conclusioni nello specchio della porta (24). In poco più di sei mesi, l'attaccante conta già 36 partite giocate con la nuova maglia, con le quali ha depositato il pallone in rete già 20 volte e fornito 4 assist. Questa breve retrospettiva sul primo bilancio di Tammy Abraham nella Capitale certifica, infatti, l'impatto che ha avuto l'attaccante inglese nella Roma e nel nostro campionato. Il "mostro" che Mourinho vuole vedere in campo si sta evolvendo ed adattando, e punta con forza ad entrare nella storia della Roma come miglior marcatore al suo primo anno con questa maglia: davanti a lui sono rimasti solo due mostri sacri della storia giallorosso come Montella e Batistuta, gli attaccanti dell'ultimo Scudetto, fermi entrambi a quota 21 reti nelle loro rispettive prime stagioni. E da vero e proprio attaccante di razza, il ventiquattrenne inglese li vede già all'orizzonte, e punta al gradino più alto di questa speciale classifica.