Roma-Ajax e quel vizio chiamato Mido

Che Fatica la Vita da Bomber

Roma e Ajax, due squadre nel segno di Mido.

Da CFVB14 Apr 2021

Roma e Ajax si affronteranno giovedì sera, nella gara di ritorno dei quarti di finale di Europa League. I giallorossi si presenteranno all’Olimpico dopo la vittoria in terra olandese pronti a difendere il risultato contro i lancieri. Dal presente al passato, da Amsterdam a Roma, dai “figli degli Dei” ai “figli della Lupa”, per raccontarvi la strana storia di Re Mido, considerato in Egitto il Dio del Calcio.

Un fenomeno è arrivato ad Amsterdam

Abdelamid Hossam Ahmed Hussein meglio noto come Mido, muove i primi passi in Egitto nel settore giovanile dello Zamalek e, dopo la solita trafila, a soli 16 anni fa il suo esordio in prima squadra. Il suo talento cristallino lo conduce prima in Belgio con la maglia del Gent e poi all’Ajax un anno più tardi. Contratto quinquennale e si va a comandare, avrà pensato il futuro Re del Cairo. Esordio in Champions League contro il Celtic e stagione che parte subito a suon di gol. In due anni tra i mulini a vento mantiene una media di un gol ogni due partite, e il suo valore cresce in modo assurdo.

Ibra e Mido e quel rapporto affilato

Nell’estate dell’arrivo dell’egiziano all’Ajax, un altro attaccante varca la soglia dell’Amsterdam Arena, un certo Zlatan Ibrahimovic. Lasciati i convenevoli fuori dalla porta e la classe in campo, negli spogliatoi per Mido e Ibra nessuna pietà.
“Ero furioso per non aver giocato titolare. Io urlavo contro tutti e Zlatan urlava contro di me. Avevo delle forbici in mano per togliermi la fasciatura alle caviglie…”. Questo aneddoto raccontato nella biografia di Zlatan prosegue con il solito colpo di scena, ma per la prima volta Ibrahimovic non è altro che la vittima di un gesto di pura follia. Mido me le lanciò, era completamente impazzito. Le forbici mi sfiorarono la testa e finirono contro il muro. Ci guardammo e cominciammo a ridere. A Zlatan dissi: Lo sai che ti ho quasi ucciso? e lui disse: Certo che lo so.”
Koeman, allora tecnico dell’Ajax, dopo aver conservato le forbici in un cassetto, decise di mandare Mido nella squadra delle riserve e poi in prestito in Spagna al Celta Vigo.

Drogba e Mido a Marsiglia, tra feste e follia

8 gare disputate in Liga e 4 gol fatti, medie mantenute e nuova avventura in Francia. Il Marsiglia accoglie Mido come il nuovo fenomeno della Ligue 1 e con 12 milioni si aggiudica le prestazioni del giocatore. Il suo inizio è da incorniciare e il suo rapporto con i tifosi e la società è impeccabile, almeno nei primi mesi. Il suo carattere però non si può di certo nascondere dietro un dito, e dopo aver instaurato una bella amicizia con un giovanissimo Didier Drogba, Mido ricomincia la stessa storia. Le feste con i compagni lasciano spazio a grandi silenzi, e dopo aver perso la titolarità proprio ai danni di chi sarebbe poi stato definito da Marianella come Meravigliosamente, incredibilmente, Drogba”, chiede la cessione al club a fine stagione. 

Il biglietto del volo per Torino, la destinazione però è Fiumicino.

La Juventus valuta Mido, Raiola si occupa della trattativa, l’accordo viene trovato e l’aereo prenotato, ma cosa succede? A distanza di anni nel 2017 su DMC Sport l’ex attaccante dell’Ajax spiazza tutti: “È tutto fatto, io vado in aeroporto pronto per prendere il primo aereo per Torino e sostenere le visite mediche, ma mi arriva una chiamata del mio procuratore Mino Raiola che mi dice di annullare il viaggio. Il motivo? La Juventus aveva trovato un accordo con Zlatan, mentre a me toccava andare alla Roma”. Ora è ufficiale, Zlatan almeno secondo i media è il vero colpo di mercato e Mido niente di più che un sogno trasformatosi in alternativa. L’egiziano a Fiumicino non badò a spese e promise ai tifosi della Roma gol e grandi obiettivi, purtroppo mai mantenuti.

Mido nel 2005 si trasferì al Tottenham dove portò a termine una stagione da 13 gol in 36 giornate. Da quell’anno, iniziò il lento e inesorabile declino, concluso anzitempo all’età di 30 anni, per guai muscolari e forma fisica da dimenticare.