E’ terminata ieri (o meglio, stanotte, nel nostro fuso orario) la fase a gironi del Mondiale, che entra ufficialmente nella sua ultima giornata. Seppur i verdetti definitivi verranno emanati alla fine di quest’ultimo round, nella notte tra sabato e domenica, la tensione sui campi del Nord America si taglia con il coltello. I calcoli si sono fatti già più serrati, e il rettangolo verde inizia ad emettere i suoi primi, insindacabili giudizi, tra grandi potenze che confermano il proprio status, nazionali meno blasonate capaci di riscrivere la geografia e la geopolitica del calcio, lo spettacolo proposto dalle quarantotto delegazioni si sta rivelando persino più imprevedibile del previsto.
Ad oggi sono sette le squadre già certe del passaggio alla fase ad eliminazione diretta, e di queste solamente quattro hanno la certezza di uscirne come teste di serie. Si tratta di Messico e Stati Uniti (forti anche del fattore campo), Germania e Argentina, mentre Francia, Norvegia e Colombia hanno sì il pass per la fase successiva ma non hanno la certezza di uscirne da primi del girone. Bleus e Vichinghi, tra l’altro, si giocano la posizione finale la sera di venerdì, in un girone che a parte questo non ha più nulla da dire. Se per queste delegazioni è il momento di festeggiare, in altri campi il nuovo Mondiale ha già iniziato a presentare il conto più amaro: la cenerentola Haiti, dopo aver vissuto un sogno ad occhi aperti, è già consapevole che la prossima giornata sarà l’ultima per questa edizione della competizione, così come la giovane Turchia (incapace di far risplendere i talenti di Yldiz e Guler) e della Tunisia, travolta da un sontuoso Giappone e matematicamente estromessa. Senegal e Iraq, ree loro malgrado di essere state sorteggiate in un girone con due schiacciasassi (proprio Francia e Norvegia) patiscono la stessa prematura uscita dal torneo, così come l’Uzbekistan, unica del suo girone a vedersi estromessa qualsiasi chance.
Altre ancora hanno ancora la possibilità di continuare a coltivare la speranza del sogno Mondiale, per quanto flebile: basti pensare alle due nazionali di Curaçao – che addirittura è stata capace di conquistare il primo, storico punto in assoluto in un Mondiale – e di Capo Verde, che in un complicatissimo girone (con Uruguay e Spagna) è ancora imbattuta e addirittura è riuscita a strappare due punti proprio alle due selezioni più quotate. Grandi applausi anche al Canada che, dopo 40 anni di assenza dalla competizione, sta dominando il Gruppo B grazie ad una spaventosa differenza reti, trascinato da un sonoro 6-0 rifilato al Qatar che ha sbalordito chiunque. Non da meno anche il Marocco, meno principessa delle altre (aveva già dimostrato nelle scorse edizioni di essere una rosa di altissima qualità), capace di bloccare il Brasile e superare la Scozia insediandosi al secondo posto del girone.
Insomma, gli ultimi 90 minuti della fase a gironi alle porte, la corsa alle qualificazioni – che, ricordiamo, vedrà passare le prime due di ogni girone, e le otto migliori terze – promettono ancora tante scintille. Tra squadre dal grandissimo blasone, come il Belgio, ancora incerte del posto e le underdog ancora in corsa per il loro sogno, chiunque entri in campo si giocherà il tutto per tutto, in un finale vietato ai deboli di cuore. Dal canto nostro, noi prendiamo i pop corn, e passiamo la linea ai prossimi 90′.