E’ di ieri la notizia che Carlos Alcaraz, attuale #1 del Ranking Mondiale del mondo del tennis, ha superato in finale Novak Djokovic (non uno a caso) per vincere e conquistare il titolo degli Australian Open. Di fatto, lo spagnolo diventa il più giovane della storia a completare il cosiddetto Career Grand Slam, ossia la vittoria di tutte e quattro le prove del Grande Slam. Solo il non della storia a riuscirci, il più giovane di sempre. Di fatto, anche senza questa vittoria, Alcaraz si era già assicurato la leadership del ranking mondiale purtroppo nei confronti del nostro Jannik Sinner, che sta iniziando ad arrancare in classifica (sono infatti oltre 3mila i punti di distacco tra i due).
Insomma, nessun miglior inizio del 2026 per lo spagnolo, che si porta a casa il suo quindicesimo Slam, portandosi a +4 da Jannik, che si è fermato solamente in semifinale in quel di Melbourne. Un vantaggio non incolmabile ma sicuramente importante. Un “sogno diventato realtà” per il ventiduenne spagnolo, che eclissa il record di Don Budge che resisteva addirittura dal 1938, e negando a Nole la possibilità di diventare il più anziano vincitore di un Grand Slam (a 38 anni). Insomma, da un record all’altro, dalla Serbia alla Spagna, con tanto di applausi di un altro spagnolo che di questi successi ne ha visti, e anche parecchi: Rafael Nadal, presente in tribuna a vedere il successo del suo successore, e del suo rivale di tante battaglie. Se Sinner e Alcaraz continuano ad alternarsi e a lottare per il gradino più alto del podio, sfuma il sogno del podio nel ranking per Lorenzo Musetti, purtroppo costretto al ritiro proprio contro Nole Djokovic nei quarti di finale, che gli costa la scalata ma lo conferma come #5 al mondo, dietro solo a Zverev
D’altro canto, grande impresa anche nel campo della finale femminile, dove la kazaka Elena Rybakina riesce a superare la #1 del mondo Aryna Sabalenka, confermandosi in uno straordinario stato di forma e conquistando di diritto il podio (3° posto) del ranking femminile. La #1 conferma le difficoltà down under, con la seconda sconfitta consecutiva a Melbourne, e addirittura la terza delle ultime quattro finali giocate in un Major. Secondo slam in carriera per la kazaka, che si prende anche la rivincita nei confronti del 2023, quando i ruoli (sempre a Melbourne) erano gli opposti. Tante cose sono successe da allora, e il cerchio è chiuso.
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